Tante volte penso a Peppino come ad un Cristo in mezzo agli apostoli

Breve estratto copione – spettacolo teatrale Malacarne – Scena II – drammaturgia di Dale Zaccaria e Consuelo Cagnati liberamente tratta da Non con un lamento di Giorgio Di Vita-

(Peppino prende in mano il giornale Lotta continua; Laura si alza,va in proscenio)

Laura:

Tante volte penso a Peppino come ad un Cristo in mezzo agli apostoli.Peppino è un po’ come Cristo, è venuto tra noi per riparare ad un danno fatto da suo padre, amico dei mafiosi. Ma non scordiamoci che Peppino è un comunista rivoluzionario.No, non mi ha mai parlato di suo padre. Si mi è sembrato strano ma anche da piccolo, con i suoi compagni di scuola non ne ha mai parlato.Uno di loro una volta mi ha detto di aver chiesto del papà di Peppino a suo padre e lo sapete suo padre cosa gli ha risposto?Che era ancora troppo piccolo per sapere certe verità e che per il momento gli poteva solo dire che la sua famiglia è MALACARNE. Ma Peppino non è stupido, lo sa che rischi corre. E bisogna dire che suo padre, anche se indirettamente, lo sta proteggendo. Sembra assurdo, ma finché ci sarà lui, anche se non si frequentano, avrà un’assicurazione sulla vita.A proposito, tra Peppino e Cristo, non ci scordiamo, però, che Cristo è stato mandato a morire proprio da suo padre.Ma il Padreterno non è un povero galoppino della mafia. (ripetuto a canone tre volte)


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