Lotta Continua del 10 Maggio 1978

a cura di Giorgio Di Vita

È il giorno seguente l’assassinio di Peppino Impastato. Nella migliore delle ipotesi, giornali e televisione parlano di probabile suicidio; nella peggior, che si tratta di un attentato preparato maldestramente. Non era accaduta la stessa cosa a Feltrinelli, nel ’62? Solo Lotta Continua, in prima pagina, titola: “Un compagno assassinato dalla mafia a Cinisi”, e pagina 2 è quasi interamente dedicata alla notizia. Ecco i titoli: “Assassinato dalla mafia il compagno Giuseppe Impastato”, Vogliono infangare il nome di Giuseppe”.

Dall’intervento dei compagni di Cinisi, si evince una certa indeterminatezza e la mancanza di una visione diretta e ravvicinata del luogo del delitto. Si parla di “corpo”, quando è risaputo che di Peppino, purtroppo, non sono rimasti che brandelli. Felicia, la madre, in un’intervista dichiarava infatti che la bara, durante il funerale, era vuota.

VOGLIONO INFANGARE IL NOME DI GIUSEPPE (da Lotta Continua di mercoledì 10 maggio 1978)

“Candidato di Democrazia Proletaria dilaniato da un ordigno sui binari. Attentato o suicidio?”.

Questo il titolo di Paese Sera di ieri sull’assassinio del compagno Giuseppe impastato. “Ultrà di sinistra muore a Palermo preparando un attentato” esordisce invece Vita Sera, squallido quotidiano legato alla destra romana. L’Ansa, invece, si è “premurata” per tutto il giorno con comunicati stampa a dare di Giuseppe l’immagine di un terrorista o al massimo di un terrorista impazzito.

Non per gusto di polemica che riportiamo questi titoli, pensiamo comunque che la migliore risposta a questi squallidi velinari della questura, siano le notizie che ci sono giunte pochi minuti prima di andare in macchina dai compagni di Cinisi, che non lasciano dubbi sulla verità dei fatti.

1) Il biglietto che ha fatto da base all’ipotesi del suicidio, altro non era che un vecchio foglio scritto da Giuseppe tempo fa in cui cercava di mettere ordine ai problemi di carattere personale che attanagliano ogni compagno in questo periodo. Non si fa nessun accenno né all’attentato né all’intenzione di suicidarsi.

2) Il cadavere è stato rimosso senza avere fatto né la perizia legale né quella di parte. Il corpo è stato visto solo dal medico condotto e subito rimosso quando ancora non era arrivato il medico designato dal tribunale né quello di parte civile, il prof. Del Carca, direttore dell’istituto di medicina legale di Palermo, il quale si era proposto di fare la perizia legale dato che il medico che doveva occuparsene fino alle 14 non si era ancora fatto vedere. PS e CC naturalmente l’hanno impedito.

3) L’esplosione è stata molto forte ed ha interessato una zona di diametro di 300 metri senza però danneggiare la linea ferroviaria. Tanto che il traffico non ha subito interruzione.

4) La macchina è stata trovata vicinissima al luogo dell’esplosione di conseguenza avrebbe dovuto rimanere danneggiata, come tute le cose che si trovavano intorno, invece era assolutamente intatta, cioè è stata portata sul luogo dell’esplosione.

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