Le streghe

a cura di Consuelo Cagnati

E’ un’Italia capace di futuro, quella che ha contribuito ad un successo così schiacciante al raggiungimento del quorum (57.03%) e dei tre referendum contro la privatizzazione dei servizi idrici (con un percentuale di SI’ attorno al 96%), il rilancio del nucleare (con i SI’ attorno al 95%) e sul legittimo impedimento (SI’ intorno al 95%).E’’ stata una campagna referendaria che s’è svolta fuori dai canali ufficiali delle principali emittenti radio e tv. Mille volti e mille voci in rete o nelle mille piazze d’Italia, non hanno ceduto alla consegna del silenzio o dell’indifferenza, dimostrando una voglia di partecipazione impetuosa. Manifestazioni di piazza, comizi, concerti, spettacoli teatrali oggi come ieri…

Nel luglio del ’77 il Collettivo, assieme ad altre ragazze del Circolo e del PCI di Terrasini, che preferivano chiamarsi”Gruppo femminile”anziché “femminista”, organizzò lo spettacolo teatrale “Le Streghe”, recitato dal “Gruppo Romano Teatro Femminista”: la rappresentazione venne preceduta da questo volantino di presentazione:

“Chi sono le streghe? Sono state chiamate streghe quelle donne che non hanno accettato passivamente il ruolo da loro imposto da una lunga tradizione che le vuole mogli e madri e che hanno preso una via diversa da quella indicata e obbligata da chi, da sempre, detiene il potere saldamente in mano.Esse furono perseguitate per un periodo che si estese per oltre quattro secoli (1300-1700), partendo dalla Germania e allargandosi a macchia d’olio, a tutta l’Europa. La “caccia alle streghe” prese forme diverse in momenti e in luoghi diversi, ma non perse mai le sue caratteristiche e essenziali,come quella di essere una campagna di terrore scatenata e controllata dalla classe dominante e dalla chiesa e rivolta contro la popolazione contadina di sesso femminile.Ancora oggi, pur se non c’è la strage fisica di donne, la “caccia alle streghe” continua con metodi più sottili, contro ogni donna che tenta di aprirsi un nuovo sentiero, vivendo la propria esistenza nei modi a lei più congeniali. Per far sì che questa nuova consapevolezza abbia una validità storica, noi donne vogliamo collegarci a quelle che nel passato hanno lottato da sole contro il potere maschile.La rappresentazione “Le streghe” si inserisce in questo tentativo di riappropriazione della nostra storia di donne,finora repressa dalla cultura dominante.”

Anche il nostro spettacolo “Malacarne” in scena il 23 Giugno a Roma Piazza dell’Immacolata rappresenta questo tentativo da un lato di dare miglior voce alla figura femminile (essendo Peppino Impastato interpretato da una donna) e al contempo di riappropriarci di uno spazio pubblico facendo sentire le nostre idee in questa nuova primavera della nostra democrazia.Un risveglio già c’è stato. Continuiamo.

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